Wi-Fi e coperte

27 aprile 2015

Sono convinto che la modernità non debba mai avere l’arroganza di voler cancellare le nostre radici.

Internet Wi-Fi e coperte

Dicembre 2013 – Sono di passaggio in Piemonte per il consueto meeting aziendale organizzato a metà strada fra le sedi dei soci: a Mondovì.

Il “corposo” ritardo di Bogdan è stato ampiamente previsto dalla mia lungimiranza… ehm, dall’abitudine!
Fa niente, aspettare non mi ha mai ucciso (ex venditore 😎 ) e spero non lo faccia nemmeno oggi.

Da amatore dei borghi d’Italia, decido di uscire 20 km prima per un’escursione lampo a Ceva, uno dei pochissimi paesi del basso Piemonte che mancava nei miei album fotografici.

Ceva è un bel paesino attraversato dal Tanaro, curato, variopinto, probabilmente più pulito della media regionale; insomma è proprio un bel vedere… ma non è questo il punto: il punto è che qui a Dicembre fa davvero freddo!
Con questo freddo un cappuccino non me lo leva nessuno: mi fiondo in una caffetteria.

Ed ecco che l’occhio mi cade su un particolare: i tavolini esterni hanno delle coperte disposte sulle sedie, per scaldare un po’ la clientela che desidera sedersi all’aria aperta.

Quello che agli occhi del titolare della caffetteria può apparire come un semplice atto di gentilezza, agli occhi “costruiti” di un marketer appare come una geniale trovata di marketing esperienziale: proprio quando sembra che “se non offri il Wi-Fi sei out”, è proprio la coperta sulle sedie (e non il Wi-Fi!) che mi certifica un’attenzione speciale verso le esigenze della clientela.

A scanso di equivoci: il Wi-Fi gratis è un servizio enormemente apprezzato dalla clientela di bar, ristoranti e hotel. Enormemente!

Ma in un’epoca in cui spendiamo una grossa fetta della nostra vita dentro al mondo digitale, siamo portati ad apprezzare il ritorno all’aspetto materiale dei servizi, come contrappeso ad un’esperienza spesso immateriale e inconsistente.

L’aspetto digitale del servizio non deve mai avere l’arroganza di voler escludere il lato materiale, funzionale e genuino delle cose.

Noi commercianti dobbiamo cercare quello che Francesco Morace, socioloco esperto di tendenze di consumo, definisce come:

Capacità di definire una relazione sensoriale con i consumatori trasformandola in racconto poetico.

Perchè tutti noi offriamo servizi ai nostri clienti: non vedo nulla di speciale in ciò. La nostra vera sfida non sta nell’offrire questo o quell’altro servizio, ma nel condurre il cliente attraverso un’esperienza memorabile. Philip Kotler docet.

E tu… pensi di mettere le coperte il prossimo inverno? :-)

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